10 Dicembre 2020
La marca, un mezzo per smarcarsi

Come non omologarsi nella folla rumorosa del marketing indisciplinato

La parola è un mezzo, il significato è il suo passeggero.

Nella propria rete stradale la comunicazione ogni giorno aumenta il traffico.

Ai percorsi tradizionali si sono aggiunti quelli digitali.

Con la parola marca il mezzo ha preso strade sempre più trafficate.

Il suo significato ha raggiunto spazi troppo affollati: lì, si è confuso con altri significati.

Così, marca sta diventando quasi una non-parola: 5 lettere svuotate del suo passeggero.

Forse questo accade perché le grandi marche temono la perdita di grandi fette di mercato.

Le piccole invece sfruttano il peso della fetta che sono diventate: la posizione che prendono per farsi riconoscere.

Se per costruirla devono solo omologare, un marchio non diventerà mai una marca perché sarà solo una carta senza identità.

Ci si smarca invece proprio per averne una.

Smarcati non è un invito, ma la condivisione di una necessità.

La visione della marca da un altro punto di vista.

Se ne senti anche tu il bisogno, allora in questo spazio potremo trovarci.

E ritrovare qualcosa che – ognuno nel proprio campo – ci appartiene.

Del resto, dentro quelle linee ci si smarca per correre verso il proprio spazio.

Per raggiungere l’area dove realizzare il nostro scopo.

Se non hai un obiettivo non puoi smarcarti.

Dello smarcarsi l’obiettivo è la sua ragione, l’azione è il cuore del sentimento.

Ci si smarca per trovare la propria posizione.

Stare dentro la massa oscura la propria autenticità nella promiscuità con gli altri.

Adeguarsi alla standardizzazione non è farsi una posizione.

Smarcati è per chi non cerca un modello da seguire, ma ha ben chiaro in testa il posto dove vuole andare.

La libertà a ben guardare è catturare sé stessi, per diventare padroni di quello che siamo.

Se di te stesso sei padrone, in te stesso sei libero.

Smarcati non è per chi si appiattisce sulla superficialità di un esempio prevalente, ma per chi vuole emergere dalla propria unicità come esempio rilevante.

La distintività è mettere in campo la propria differenza là dove l’azione di smarcarsi ha trovato una corrispondenza.

Chi si smarca lo fa per non perdere la propria specificità.

Per ritornare alle proprie origini e tirare fuori la propria originalità.

Agli standard sociali chi si smarca preferisce i principi personali.

Alla moda che omologa chi si smarca predilige un modo che lo identifica.

Smarcati non rispetta gli stili di vita prescritti, i contenuti di marketing preconfezionati.

Smarcati non è per chi cerca una convalida dall’audience della maggioranza, ma per chi riceve una conferma dalla singolarità di una sua competenza. Lo studio dei comportamenti, l’analisi dei mercati, le strategie da coordinare.

In un mondo dove sempre di più le formule prevalgono sulle forme perché tutto si uniformi, non smarcarsi significa perdere di vista non solo il mezzo, ma anche perdersi di vista come passeggero.

Invece, smarcarsi è mettere il passeggero che siamo nel mezzo che ogni giorno costruiamo.

Per questo, nella costruzione della tua marca la parola smarcati è il mezzo che hai per farlo.