19 Dicembre 2020
La tua marca sempre più in mostra ha bisogno di guardiani

È l’avamposto del prodotto.
L’unico vero front-office dell’azienda.
La marca è la sua componente più esposta.
È sotto gli occhi di tutti.
Passa tra le mani di molti.
In tanti respirano l’atmosfera che la circonda.
Così, è diventata il maggiore esponente di un’azienda.

Una volta l’esposizione della marca era circoscritta ai luoghi tradizionali della comunicazione. Lo spot in televisione, la pagina pubblicitaria nel quotidiano, nel settimanale o nel mensile, la brochure della azienda per iniziare il nuovo anno.

A questo un brand era esposto, e a poco altro.

A quei tempi era il tempo che dettava le esposizioni di una marca.

Oggi invece è lo spazio a suggerire a una marca dove fare mostra di sé.

I social media sono nati come luoghi di intrattenimento reciproco per le persone, ma anche come spazi espositivi per le aziende.

Il mondo virtuale del web domina la realtà della nostra società: la rete ha messo tutto in relazione e tutti in contatto.

Una volta una marca si poteva solo guardare, oggi con una marca si può anche parlare.

Se tu chiedi, un brand ti può anche rispondere.

A volte gioca di anticipo e la sua risposta arriva prima della tua domanda.

È così che il ricevimento assume il ruolo dell’ospitalità, il centralino diventata il centro che fa girare la giostra, la cassa si trasforma in cassa di risonanza e la segreteria alza il velo della segretezza con la narrazione di un racconto.

La comunicazione è diventata la più grande mostra digitale.

In gran parte collettiva, a volte personale, in casi poco fortunati temporanea e in quelli più virtuosi si mantiene permanente e itinerante.

Tutto dipende dalla capacità di allestimento dell’azienda, e non solo.

Oggi una marca è esposta ovunque, la sua immagine viaggia con ogni mezzo, la sua voce arriva dappertutto.

Maggiore è l’esposizione, maggiori dovrebbero essere i controlli.

E i controllori.

Perché in questa situazione di sovraesposizione della marca è alta la probabilità di perdere di vista le fondamenta della ricerca, il tetto dell’immaginazione, l’affidabilità dell’analisi, la barra tenuta dritta dalla strategia.

Il percorso dalla creazione all’esposizione sta diventando sempre più breve e l’accesso alla partecipazione alla mostra troppo immediato.

Il rischio è che si abbassi il livello di tutela della marca.

E che si smetta di coinvolgere i mestieri capaci di farlo.

L’art director, il digital marketing strategist, il copywriter, il graphic designer, l’account executive, il video maker, il web designer, lo strategic planner, il fotografo: i nostri guardiani della marca.

Vivono ogni giorno al suo fianco.

Si prendono cura di ogni sua parte.

Sentono la responsabilità del lavoro che fanno: fare la propria parte per dare alla marca una parte.

La migliore da esporre nel mercato.

Averli significa esprimere un proprio gioco: marcare il brand ovunque vada.

È l’unico modo per smarcarsi dagli schemi preconfezionati.

Quelli che mettono la tua marca fuorigioco.

E i suoi numeri lontano dai risultati.