Fkdesign è protagonista della rivista Touchpoint, una delle testate di riferimento nel settore della comunicazione. In un coinvolgente dialogo, la giornalista Laura Buraschi ha intervistato Federico Frasson, managing director di Fkdesign, approfondendo temi chiave per il futuro del branding.
In occasione del 25° anniversario di Fkdesign, diamo uno sguardo a questo quarto di secolo: cosa è cambiato nell’agenzia e cosa invece è rimasto immutato? Quali valori vi hanno guidato nel tempo?
In 25 anni, Fkdesign si è evoluta adattandosi ai cambiamenti del mercato, alle nuove tecnologie e alle esigenze dei clienti. Tuttavia, ciò che è rimasto immutato è la nostra attenzione verso l’autenticità e i valori che guidano ogni marca. Da sempre crediamo che una marca di successo sia una marca che fa succedere qualcosa, attiva nel consumatore interesse e coinvolgimento. La coerenza, l’approccio analitico e la valorizzazione dell’unicità di ogni progetto sono il filo conduttore che collega il nostro passato, presente e futuro.
Ad oggi quali sono le principali competenze all’interno dell’agenzia e cosa vi differenzia da altre realtà?
La nostra specializzazione è rivolta al posizionamento di marca seguendo un metodo che abbiamo denominato “Metodo Stella Polare”. Tutto parte dall’esplorazione della domanda con un approccio analitico basato su insight provenienti dal mercato per orientare le nostre scelte creative. Le nostre competenze spaziano dalla definizione strategica dell’identità di marca alla sua declinazione attraverso design, comunicazione e tecnologia. La capacità di coniugare strategia, creatività ed esecuzione ci differenzia: siamo in grado di creare identità che non solo rappresentano il valore dell’azienda, ma che si adattano ai vari canali mantenendo sempre la massima coerenza.
In vista dell’anniversario avete organizzato l’evento “La marca intelligente”: raccontaci qual è stato il suo scopo e come si è svolto.
“La marca intelligente” è stato concepito come un momento di riflessione e crescita collettiva sul futuro delle marche e sul loro ruolo nella società. L’obiettivo principale è stato quello di esplorare come i brand possano essere al contempo rilevanti per i consumatori e responsabili verso la comunità, integrando tematiche attuali come sostenibilità, accessibilità e intelligenza artificiale. L’evento, che abbiamo organizzato in Villa Cornér della Regina a Vedelago in provincia di Treviso, ha visto la partecipazione di imprenditori, responsabili marketing e professionisti del settore. È stato un’occasione per discutere temi cruciali per il panorama attuale, partendo dal valore competitivo della marca e arrivando fino al ruolo dell’innovazione tecnologica nel marketing. Abbiamo presentato case history di successo e analizzato i concetti di brand activism, accessibilità digitale e intelligenza artificiale. Temi che stanno influenzando e influenzeranno sempre più le logiche di branding del futuro. “La marca intelligente” non è stato solo un evento celebrativo, ma una vera e propria occasione di confronto e ispirazione. Ci ha dimostrato quanto ancora le PMI del Nordest, i nostri principali clienti, possano crescere individuando nuove frontiere e opportunità, coltivando la luminosità delle loro marche.
Con alle spalle 25 anni di esperienza sulla marca, spiegaci secondo te oggi quali sono gli elementi che non solo portano una marca al successo ma le consentono di rimanere sulla cresta dell’onda.
Ogni marca per superare le sfide del tempo deve essere fondata su tre criteri: rilevanza, credibilità, distintività. Rilevante perché deve soddisfare specifici bisogni del mercato e diventarne un punto di riferimento, credibilità è il riconoscimento che deve ottenere nel tempo e distintività per rimanere memorabile grazie ai suoi valori, deve rimanere impressa nella testa dei consumatori. Una marca deve avere anche la capacità di evolversi e rispondere ai cambiamenti del mercato e alle aspettative dei consumatori. Per questo motivo in questi anni ai tre principali criteri di successo, ne abbiamo aggiunto un altro. Una marca deve essere attiva. Abbiamo potuto misurare concretamente che una marca che rispecchia i valori reali dell’azienda affrontando con dinamicità i cambiamenti non sarà mai una meteora, destinata a spegnersi rapidamente. Al contrario, diventerà una stella polare, un punto di riferimento solido e duraturo per i consumatori. Questo accade perché una marca che fa propri la visione e i principi dell’azienda crea una connessione emotiva profonda e duratura con il pubblico. Non si tratta solo di vendere un prodotto o un servizio, ma di rappresentare qualcosa di più grande: un ideale, una promessa, una visione in cui i consumatori possano riconoscersi. Le marche che riescono a farlo diventano simboli di fiducia, ispirazione e aspirazione. Si posizionano non solo sul mercato, ma nella mente e nel cuore delle persone, creando un legame solido e duraturo nel tempo.
A marzo uscirà il tuo libro “Marca Polare” con interviste a 25 professionisti: come è nata l’idea del libro e che cosa ci troveranno i lettori?
I mercati cambiano, la società si trasforma, la tecnologia avanza, le istanze sociali aumentano. Da una parte, le persone hanno più spazi di accesso alle informazioni, mezzi più veloci per raggiungerli e quindi più possibilità di esprimere la propria scelta. Dall’altra, le aziende si intestano un purpose per uscire dal mercato, entrare nella società e prendere posizione. In mezzo ci sono le marche. Non hanno più soltanto il prodotto o il servizio da vendere, ma un insieme di valori su cui impegnarsi: sostenibilità ambientale, salute mentale, inclusività, benessere sociale. La transizione è in corso e per muoversi tra le sue complessità è necessario un orientamento. Nessuno può affrontarla senza conoscere la direzione da prendere e la destinazione da raggiungere. Il libro “Marca Polare”, edito da Fausto Lupetti Editore, è un progetto che vuole ispirare e guidare chiunque lavori nel branding. Il libro desidera trovare delle risposte concrete alla domanda: “In quale direzione sta andando e come sta cambiando il mondo della comunicazione?”. Per rispondere ho voluto riunire 25 esponenti della comunicazione e del branding italiano. CEO di aziende e di agenzie, direttori creativi, esperti di linguaggi, economisti, strategist e advisor. 25 voci autorevoli per orientarsi nelle transizioni digitali, ecologiche, sociali e tecnologiche del nostro tempo. L’idea è nata dal desiderio di celebrare il nostro 25° anniversario condividendo esperienze e riflessioni di professionisti che hanno contribuito a definire il mondo delle marche. Allo stesso tempo per promuovere cultura nel tessuto economico e imprenditoriale del nostro territorio e come occasione di aggiornamento per tutto il nostro team.
Uno sguardo al 2024 e al 2025: quello che si è appena chiuso che anno è stato? E cosa vi aspettate da quello appena iniziato?
Il 2024 è stato un anno ricco di sfide e di opportunità, in cui siamo riusciti a realizzare progetti straordinari insieme ai nostri clienti. Abbiamo fatto nostri gli sviluppi tecnologici a base di Intelligenza Artificiale potenziando il nostro team nell’ambito digital e di content creation. Guardando al 2025, ci aspettiamo di continuare a crescere, puntando su creatività, tecnologia e responsabilità sociale. Il nostro obiettivo è continuare a creare identità di marca che siano non solo rilevanti per i consumatori, ma anche un motore di cambiamento positivo nella società.
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