9 Maggio 2025
Tutto quello che devi sapere sull’accessibilità del tuo sito web

Da sapere subito

– Dal 28 giugno 2025 tutte le aziende con più di 10 dipendenti e oltre 2 milioni di euro di fatturato annuo saranno tenute a rendere il proprio sito web accessibile alle persone con disabilità;

– Come primo step, suggeriamo di pubblicare la dichiarazione di accessibilità per dimostrare il proprio impegno a diventare conformi il prima possibile alle autorità competenti (l’AGID);

– L’accessibilità web non è solo una questione di inclusione sociale, ma rappresenta anche un’opportunità per migliorare l’esperienza utente complessiva e raggiungere un pubblico più ampio.

Indice

Che cos’è l’accessibilità web?

Con il termine Web Accessibility ci si riferisce alla pratica inclusiva di progettare e sviluppare siti web in modo che possano essere utilizzati da persone con disabilità visive, uditive, motorie e cognitive.

 

Un sito web accessibile garantisce che chiunque possa comprendere, navigare e interagire con i contenuti online, in linea con uno dei principi fondamentali del web: l’accesso universale. Secondo Tim Berners-Lee, direttore e co-fondatore del W3C e inventore del World Wide Web, “Il potere del web sta nella sua universalità, l’accesso da parte di tutti, indipendentemente dalla disabilità, è un aspetto essenziale”.

 

Indipendentemente dalle loro capacità fisiche o cognitive le persone dovrebbero poter navigare in rete, usando per esempio tecnologie assistive (TA), come screen reader, software di sintesi vocale, software di riconoscimento vocale, screen magnifier, tastiere alternative e dispositivi di puntamento alternativi.

Queste tecnologie sono efficaci solo se il sito web rispetta i requisiti di accessibilità digitale, descritti nel WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) - che approfondiremo tra poco - ed elencati nella dichiarazione di accessibilità che sarà obbligatoria per moltissime aziende italiane ed europee. Per capire se la tua azienda deve adeguarsi alle nuove normative, continua a leggere l’articolo che abbiamo scritto.

 

L'obiettivo dell’accessibilità web è rimuovere le barriere che impediscono l'accesso all'informazione e alle funzionalità del web, promuovendo l'uguaglianza di opportunità e l'inclusione digitale, ma permette anche di intercettare e soddisfare un segmento di mercato più ampio e, al tempo stesso, costruire un’immagine positiva del brand e ricevere una spinta al posizionamento su Google.

Quali sono le linee guida da seguire per rendere un sito web accessibile?

Le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) rappresentano lo standard di riferimento per l’accessibilità web e forniscono un quadro completo e dettagliato delle pratiche da adottare.
Sono state sviluppate dal World Wide Web Consortium (W3C) e contengono indicazioni concrete rivolte a sviluppatori, web designers e specialisti del web come Fkdesign per la creazione di siti che rispettino gli standard di accessibilità universali. Le WCAG si basano su quattro principi fondamentali, noti con l'acronimo POUR: secondo queste indicazioni, un sito web deve essere percepibile, utilizzabile, comprensibile e robusto.

 

  • Avere un sito web percepibile (perceptible) significa, ad esempio, fornire alternative testuali (atl-text) per qualsiasi contenuto non testuale (es. immagini, audio, video) e fornire sottotitoli e trascrizioni per audio e video presenti nel sito.
  • Avere un sito web utilizzabile (operable) significa principalmente renderlo navigabile da tastiera.
  • Avere un sito web comprensibile (understandable) significa rendere il testo facilmente leggibile, fare in modo che le pagine web appaiano e funzionino in modi prevedibili e fornire feedback tempestivi e utili quando gli utenti commettono errori, in modo che possano correggerli facilmente. Facciamo un esempio: supponiamo che il tuo sito web sia accessibile tramite tastiera, ma che, grazie ad alcuni JavaScript particolarmente fantasiosi, gli utenti debbano premere il tasto “Invio” invece del tasto “Tab” per scorrere la pagina. Questa scelta non gioca a favore dell’accessibilità, in quanto si introducono dei comandi necessari alla navigazione che gli utenti non si aspettano. In assenza di istruzioni chiare all’utente, quest’ultimo non potrà capire come utilizzare l’interfaccia. Nella migliore delle ipotesi, il tuo sito web causerà un sentimento di frustrazione a queste persone; nella peggiore delle ipotesi, potresti impedire loro di riprendere il controllo del computer fino a che non indovineranno il comando corretto.
  • Avere un sito web robusto (robust) significa che deve poter essere consultato e interpretato da diverse tecnologie, tra cui quelle assistive, piattaforme e user agent. Inoltre, deve rimanere accessibile dopo gli aggiornamenti. Il contenuto è robusto se ad esempio utilizza correttamente l’HTML semantico e WAI-ARIA (Web Accessibility Initiative – Accessible Rich Internet Applications).

 

Le WCAG sono disponibili in diverse versioni: la più recente è la WCAG 2.2, ma in Italia è obbligatorio rispettare i requisiti previsti dalla versione WCAG 2.1.
Le linee guida prevedono anche tre livelli di conformità – A, AA e AAA – e la normativa italiana richiede il rispetto del livello intermedio, ovvero il livello AA.

Il quadro normativo italiano, europeo e globale sull'accessibilità digitale

Dal 28 giugno 2025 entrerà ufficialmente in vigore l’European Accessibility Act, la direttiva europea che impone a tutte le aziende con più di 10 dipendenti e oltre 2 milioni di euro di fatturato annuo di rendere accessibili i propri siti web, e-commerce e documenti digitali (come i PDF), rispettando i criteri elencati nel WCAG 2.1 a livello AA, che abbiamo citato in precedenza e che vedremo più nel dettaglio tra poco.
Queste aziende saranno tenute a garantire che i propri canali digitali siano pienamente accessibili alle persone con disabilità, in conformità alla normativa tecnica UNI CEI EN 301549.

Questa non è una novità improvvisa: l’Italia, infatti, è uno dei Paesi pionieri in questo ambito. La Legge Stanca ha reso obbligatoria l’accessibilità digitale per le pubbliche amministrazioni già dal 2004. E per i soggetti privati, la Legge 67/2006 vieta da anni ogni forma di discriminazione, comprese le barriere digitali, nei confronti delle persone con disabilità. Chi non garantisce un accesso equo ai propri servizi digitali, è di fatto già oggi passibile di sanzione e azione legale. Il quadro normativo si sta quindi solo completando, rendendo più espliciti ed estesi obblighi che esistono già da tempo.

Non è obbligatorio arrivare perfettamente conformi al 28 giugno 2025, ma sicuramente serve iniziare e dimostrare che si siano intraprese delle iniziative a riguardo. E il primo passo concreto è la dichiarazione di accessibilità, un documento ufficiale da compilare e pubblicare entro il 23 settembre di ogni anno, che:

  • indica lo stato di conformità del sito web o dell’app aziendale;
  • elenca le eventuali criticità tecniche presenti;
  • fornisce un canale di feedback per gli utenti.

Compilare correttamente questo documento permette non solo di dimostrare trasparenza e impegno, ma anche di definire un percorso graduale di adeguamento, evitando penalizzazioni e, soprattutto, tutelando la propria immagine aziendale.

 

Noi di Fkdesign lavoriamo in questo ambito da oltre dieci anni, con un team di esperti certificati V.I.S.O., e abbiamo supportato numerose realtà – pubbliche e private – nell’analisi, nella progettazione e nell’implementazione dell’accessibilità digitale, prendendo come riferimento le normative italiane, europee e globali in vigore sulla disciplina:

Le normative europee sull’accessibilità:

 

  • Web Accessibility Directive (WAD) - Direttiva UE 2016/2102: riguarda l'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici. Impone agli Stati membri di garantire che i siti web e le app mobili degli enti del settore pubblico siano accessibili, basandosi sugli standard del WCAG 2.1 livello AA. Prevede anche l'obbligo di una dichiarazione di accessibilità e di un meccanismo di feedback.
  • European Accessibility Act (EAA) - Direttiva UE 2019/882: ha un campo di applicazione più ampio e riguarda l'accessibilità di prodotti e servizi anche nel settore privato, inclusi i siti web e gli e-commerce. Gli Stati membri devono recepire questa direttiva nelle proprie legislazioni nazionali. L'EAA mira a creare un mercato unico per i prodotti e i servizi accessibili.

Le normative italiane sull’accessibilità:

 

L’accessibilità Web in Italia è regolata dall’Agenzia per l'Italia Digitale (AGID) e prevede obblighi di adeguamento a precise linee guida, a cui devono aderire i soggetti pubblici e privati previsti dalla legge. La norma di riferimento per l’accessibilità dei siti Web in Italia è la legge Stanca, o legge 4/2004, che stabilisce le disposizioni per l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici.

  • Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (Legge Stanca): stabilisce il diritto all'accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone con disabilità.
  • Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 106: ha recepito la Direttiva (UE) 2016/2102, aggiornando la Legge Stanca e le relative Linee Guida sull'accessibilità degli strumenti informatici.
  • Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 82: ha recepito lo European Accessibility Act, estendendo gli obblighi di accessibilità a specifici prodotti e servizi del settore privato.

Le normative globali sull’accessibilità:

 

Diversi paesi hanno implementato leggi e standard per garantire l'accessibilità dei siti web, specialmente nel settore pubblico, ma spesso estendendoli anche al privato. L'obiettivo comune è conformarsi principalmente alle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG), in genere al livello AA.

  • Australia: dal 2013, il Disability Discrimination Act (DDA) del 1992 impone a tutti i siti web pubblici e privati di rispettare le WCAG 2.0 AA.
  • Canada: il Canadian Human Rights Act del 1985, con la Policy on Communications and Federal Entity del 2016, regola l'accessibilità web per il settore pubblico e privato, puntando alle WCAG 2.0 AA.
  • Francia: il settore pubblico francese segue le direttive del RGAA 4.1 (basato su WCAG 2.1), come stabilito dalla Loi n° 2005-102.
  • Germania: il settore pubblico e gli enti privati che forniscono servizi pubblici devono aderire al BITV 2.0 (basato su WCAG 2.0), rafforzato dal Behindertengleichstellungsgesetz (BGG).
  • India: i siti web del settore pubblico indiano seguono le Guidelines for Indian Government Websites, in linea con il Rights of Persons with Disabilities Act del 2016, conformandosi alle WCAG 2.0 A.
  • Irlanda: il Disability Act del 2005 regola l'accessibilità web del settore pubblico.
  • Israele: dal 1998, l'Equal Rights of Persons with Disabilities Act richiede che i siti web pubblici e privati siano accessibili secondo le WCAG 2.0 AA.
  • Nuova Zelanda: il settore pubblico deve seguire le Online Practice Guidelines, basate sulle WCAG 2.0 AA.
  • Regno Unito: l'Equality Act del 2010 stabilisce i principi di non discriminazione, con il BS 8878 Web Accessibility Code of Practice che fornisce indicazioni tecniche (non vincolanti) basate sulle WCAG 2.0.
  • Spagna: le linee guida per il settore pubblico sono definite dal portale governativo Accesibilidad, basate sulle WCAG 2.1.
  • Stati Uniti: l'Americans with Disabilities Act (ADA) del 1990 si applica ai settori pubblico (Title II) e privato (Title III). Tecnicamente, la Section 508 regolamenta l'accessibilità dei siti web e il CVAA quella dei contenuti audiovisivi, entrambi basati sulle WCAG 2.0.

Sanzioni previste in caso di inadempienza

È importante sapere che, in caso di mancato adeguamento, sono previste sanzioni reali e significative: secondo quanto stabilito dall’art. 3 della Legge 67/2006, il giudice può disporre l’adozione di misure correttive e condannare l’azienda al risarcimento dei danni, anche in assenza di dolo. L’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) ha il potere di effettuare controlli e, in caso di irregolarità, possono essere applicate diverse sanzioni, tra cui:

  • sanzioni amministrative fino al 5% del fatturato dell’anno precedente;
  • ai sensi della Legge 67/2006 contro la discriminazione delle persone con disabilità, chi non rende accessibili i propri contenuti può essere citato davanti al Giudice di Pace, con possibile condanna per discriminazione e risarcimento danni;
  • ritiro del prodotto non accessibile ed oscuramento temporaneo o permanente del sito web o dell’e-commerce;
  • rimozione dei contenuti non accessibili e la pubblicazione della non conformità sul sito stesso.

Agire per tempo non è solo una scelta consapevole, ma un dovere di responsabilità civile e legale.

Come rendere accessibile un sito web?

Rendere un sito web accessibile è un processo che coinvolge diverse figure professionali, tra cui developers, designers e specialisti del web. Innanzitutto, queste figure devono comprendere i principi dell'accessibilità e le WCAG.

Web Design (UX e UI)

  • Colori e contrasto: garantire un contrasto sufficiente tra testo e sfondo. Non affidarsi esclusivamente al colore per veicolare informazioni.
  • Layout e navigazione: creare layout chiari, consistenti e prevedibili. Assicurare una navigazione semplice e intuitiva, anche tramite tastiera.
  • Tipografia: usare font leggibili e dimensioni del testo modificabili.
  • Moduli di Contatto: progettare form etichettati correttamente, con istruzioni chiare e messaggi di errore accessibili.

Coding

  • HTML: utilizzare correttamente i tag HTML (es. <h1>-<h6> per le intestazioni, <nav> per la navigazione, <button> per i bottoni, ecc.) per definire la struttura e il significato del contenuto.
  • Alternative testuali (alt-text): fornire testi alternativi descrittivi per le immagini (<img alt="...">).
  • ARIA (Accessible Rich Internet Applications): utilizzare gli attributi WAI-ARIA per migliorare l'accessibilità di contenuti dinamici e componenti di interfaccia complessi, quando l'HTML semantico da solo non è sufficiente.
  • Sottotitoli e Trascrizioni: fornire sottotitoli per i video e trascrizioni per i contenuti audio.
  • Contenuti dinamici: assicurarsi che gli aggiornamenti di contenuto (es. messaggi di errore, notifiche) siano comunicati alle tecnologie assistive.
  • Tabelle: usare correttamente i tag per le tabelle (<th>, <caption>, scope) ed usarle solo per rappresentare dati.

Contenuti

  • Utilizzare un linguaggio facile da capire, organizzando il testo con titoli, paragrafi ed elenchi puntati.
  • Anche i documenti digitali (PDF, Word, ecc.) devono essere accessibili.

Come valutare e testare l'accessibilità di un sito web?

La valutazione dell'accessibilità può essere effettuata tramite test automatici, semiautomatici e manuali. La combinazione di questi test differenti garantisce che un sito web sia completamente accessibile e funzionante.

Di seguito sono presentati tre strumenti automatici riconosciuti ed efficaci che possono essere usati per valutare l’accessibilità di un sito web:

  • Web Accessibility Evaluation Tool (WAVE): estensione gratuita per browser che analizza le pagine web e individua errori di accessibilità, evidenziando le correzioni necessarie. Disponibile a questo link: https://wave.webaim.org/
  • MAUVE++: alternativa italiana a WAVE per il controllo dell’accessibilità. 
  • Disponibile a questo link: https://mauve.isti.cnr.it/
  • Google Lighthouse: è uno strumento open-source di Google che può essere utilizzato per migliorare la qualità delle pagine web. Include un audit di accessibilità che valuta vari aspetti del sito e fornisce raccomandazioni su come migliorare.

Con questi strumenti automatici è possibile risolvere circa l’80–90% dei problemi di accessibilità. Il restante 10–20% dei problemi può essere individuato solo tramite test manuali o usando direttamente gli strumenti assistivi. Ecco alcuni esempi di test che possono essere condotti per verificare che un sito sia navigabile da persone con disabilità:

  1. Verificare che sia possibile navigare e interagire con tutti gli elementi del sito usando solo la tastiera, con un focus visibile e un ordine di navigazione logico;
  2. Testare il sito con uno o più screen reader (es. NVDA, JAWS, VoiceOver) per capire come viene annunciato il contenuto e come funziona l'interazione per gli utenti non vedenti;
  3. Verificare che il sito rimanga utilizzabile ingrandendo il testo fino al 200% e su diverse dimensioni di schermo.

L'accessibilità non è un progetto una tantum, ma un impegno continuo che richiede monitoraggio, aggiornamenti e miglioramenti costanti, soprattutto quando vengono aggiunti nuovi contenuti o funzionalità al sito. Inoltre, richiede una competenza specifica e costantemente aggiornata che solo agenzie qualificate possono fornire

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